Mentre il mondo celebra i progressi rivoluzionari dell’AI, un’ombra si sta allungando sul futuro verde che molti speravano di costruire.
La costruzione di data center sta creando una domanda crescente di energia che minaccia di far fallire gli sforzi per combattere il cambiamento climatico.
I data center per l’AI consumano una quantità di energia paragonabile a quella di intere città, e una ricerca alimentata da ChatGPT consuma quasi dieci volte l’elettricità di una ricerca su Google.
I giganti tech stanno rispondendo con soluzioni radicali: Microsoft e OpenAI stanno investendo miliardi nella fusione nucleare con l’obiettivo di ottenere risultati entro il 2028;
altri stanno valutando l’adozione di piccoli reattori nucleari per alimentare singoli data center in miniatura; e si esplora l’energia geotermica avanzata, sfruttando il calore terrestre a profondità di oltre 3000 metri.
La corsa all’AI sta rimodellando il nostro panorama energetico. La domanda cruciale rimane: possiamo innovare abbastanza velocemente da evitare un disastro climatico, o l’appetito insaziabile dell’AI ci spingerà verso un futuro più inquinato che mai?


