È stato inaugurato il primo computer quantistico superconduttivo italiano presso l’Università Federico II di Napoli, un progetto nato grazie al Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing (ICSC).
La nuova macchina rappresenta un passo fondamentale per la ricerca e per lo sviluppo tecnologico nazionale.
Una crescita più rapida del previsto
Inizialmente erano stati promessi 5 qubit entro il 2024, ma già a giugno la macchina ne conta 24, con l’obiettivo di raggiungere 40 qubit entro la fine dell’anno.
Per comprendere la portata dell’innovazione, è utile ricordare che un computer classico elabora informazioni tramite bit che possono assumere i valori 0 o 1. Il qubit, invece, può essere 0, 1 o una combinazione di entrambi, garantendo una potenza di calcolo enormemente superiore.
Applicazioni e potenziale
Con 24 qubit è possibile affrontare problemi che fino a pochi anni fa erano considerati irrisolvibili.
Il computer della Federico II utilizza una piattaforma a superconduttori, la tecnologia più promettente perché scalabile, riproducibile in sistemi più complessi e capace di ospitare un numero crescente di qubit.
Un progetto al servizio del Paese
Il nuovo sistema quantistico è uno strumento pubblico, libero e indipendente, pensato per permettere alle aziende italiane di sperimentare le potenzialità del quantum computing.
L’iniziativa offre ai giovani l’opportunità di avvicinarsi a un settore in forte crescita, formando nuove competenze e contribuendo allo sviluppo competitivo del Paese.


