L’AI sta ridefinendo numerosi aspetti delle competizioni sportive, in particolare quelle olimpiche: dall’allenamento degli atleti alla gestione delle gare, fino all’esperienza degli spettatori.
I protagonisti che stanno supportando questa trasformazione tecnologica sono Intel, Alibaba Cloud Intelligence e Deloitte.
L’intelligenza artificiale è stata utilizzata per analizzare grandi quantità di dati relativi alla performance degli atleti, raccolti da vari team.
Gli algoritmi possono identificare schemi di movimento ottimali, prevedere potenziali infortuni e fornire feedback in tempo reale agli allenatori.
Per supportare circa 10.000 atleti è stato creato un chatbot AI che integra tutti i manuali delle procedure.
Disponibile sulla piattaforma cloud Intel Tiber con acceleratori Intel Gaudi 2, risponde in linguaggio naturale sia agli atleti che agli organizzatori, offrendo informazioni accurate e facilmente comprensibili.
L’AI è inoltre cruciale per personalizzare i contenuti destinati agli spettatori, suggerendo eventi e atleti da seguire in base alle loro preferenze e alla nazionalità.
L’emittente NBC, ad esempio, offre un riepilogo giornaliero personalizzato narrato da un’AI basata sulla voce clonata del noto telecronista sportivo Al Michaels.
Nonostante i numerosi vantaggi, l’uso dell’AI nello sport solleva anche questioni etiche e di privacy. È fondamentale garantire la protezione dei dati degli atleti e assicurare un utilizzo equo e trasparente delle tecnologie.
Resta inoltre il dubbio che l’avanzamento tecnico possa generare disparità tra atleti provenienti da paesi con risorse tecnologiche molto differenti.


